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Il caso "Febin Rosso"

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Il caso "Febin Rosso"

Messaggio  crisrodrigo il Ven 18 Mag 2012, 08:26

fonte http://parlamento.openpolis.it/atto/documento/id/80596

il 5 febbraio 2012 il cittadino italiano Febin Rosso, nato a Kummannoor (India), residente a Torino, si reca in Thailandia, proveniente dalla Malesia, con un visto turistico e soggiorna in diverse località del Paese (Chiang May, Sungai Kolok, Krabi, Ko Phi Phi); egli è in possesso del biglietto aereo per il rientro in Italia che dovrebbe avvenire il 13 marzo 2012 da Bangkok;
la sera del 2 marzo 2012 a Bangkok il signor Febin Rosso si reca a un bancomat e verso le ore 21,30 prende un taxi per rientrare in albergo; il conducente del mezzo viene fermato da un poliziotto che fa scendere Febin Rosso e lo conduce a poca distanza, in un vicolo, dove egli viene perquisito; in assenza di testimoni il poliziotto inserisce nella tasca destra del pantalone una bustina di plastica contenente (secondo l'accusa) 2,5 grammi di marijuana; questa busta non è mai più emersa, neppure nel corso del successivo processo cui Febin Rosso verrà sottoposto;
a seguito del fermo il signor Rosso viene ammanettato e poco dopo viene raggiunto da un collega del poliziotto che lo trasferisce in moto alla centrale di Polizia di Khao San, dove gli viene contestato il reato di detenzione di stupefacenti; i poliziotti chiedono apertamente di consegnare loro la somma di 20.000 baht (equivalente di 250 euro circa); a fronte del rifiuto viene accompagnano in albergo per controllare i documenti e prelevare il passaporto e riportato alla stazione di Polizia alle ore 23 circa, e vi trascorre la prima notte di detenzione;
il giorno successivo gli viene chiesto di firmare una dichiarazione in lingua thai che viene tradotta a voce da una funzionaria di Polizia ed il cui significato (in sintesi) risulta essere: accettando l'accusa e firmando la dichiarazione, il periodo di carcere preventivo ammonta ad un mese e mezzo, rifiutando di firmare lo stesso periodo ammonta a 3 mesi; presentando ricorso la detenzione aumenta a 6 mesi, con scarse possibilità di vincere la causa; inoltre viene accusato di possesso di un passaporto falso;
lasciato solo, Febin Rosso si rivolge all'esterno attraverso una finestrella chiedendo aiuto ai passanti affinché possano contattare l'ambasciata italiana e viene malmenato dai poliziotti con bastonate alle gambe;
al signor Febin Rosso viene impedito qualsiasi rapporto esterno, egli firma il documento e viene tradotto in tribunale senza che l'ambasciata italiana venga informata dei fatti; viene quindi trasferito nel carcere di Bombat a Bangkok dove rimarrà detenuto fino al 30 marzo 2012;
la carcerazione avviene in una cella di circa 15x4 metri con altri 60/65 detenuti, in condizioni igieniche pessime; in questo periodo Febin Rosso indirizza parecchie lettere all'ambasciata, che vengono sistematicamente occultate dal personale del carcere;
tutte le ricerche attivate dalla famiglia Rosso in Italia attraverso l'ambasciata italiana a Bangkok si rivelano inutili perché le autorità thai negano la presenza di Febin nelle loro prigioni; per una fortuita coincidenza il 27 marzo Febin Rosso riesce a consegnare un biglietto ad un altro detenuto di nazionalità italiana che finalmente informa l'ambasciata italiana della sua detenzione in quel carcere; grazie a questo l'ambasciata informa i familiari a Torino;
in data 30 marzo 2012 viene scarcerato ma il passaporto viene trattenuto dalle autorità thai in attesa di un processo che verrà celebrato il 20 aprile; nel frattempo l'ambasciata italiana ha nominato un avvocato difensore (signor Prachaya Vijitpokin) il quale richiede una parcella di 20.000 baht per assicurare la difesa dell'imputato;
al processo il giudice chiede nuovamente se l'imputato si dichiari colpevole e il signor Febin Rosso, per evitare il prolungarsi della carcerazione, risponde affermativamente; nel frattempo il corpo del reato (la bustina di marijuana) è misteriosamente scomparso e non verrà mai ritrovato;
avendo già scontato un mese di carcerazione preventiva il signor Rosso non subisce ulteriori condanne e quindi il passaporto gli viene restituito in data 25 aprile 2012;
il rientro in Italia avviene in data 3 maggio 2012 attraverso lo Sri Lanka e, prima della partenza, il signor Febin Rosso viene nuovamente incarcerato per alcune ore presso l'Immigration department dove, dopo aver pagato 3.500 baht e non aver ottenuto alcuna ricevuta, la Polizia lo sorveglia a vista e successivamente lo scorta all'aeroporto dove sui documenti di accompagnamento viene classificato come contrabbandiere (smuggler);
il signor Rosso rientra in Italia il 5 maggio tramite volo Sri Lanka con scalo a Colombo, dove viene sorvegliato e privato del passaporto che gli verrà restituito solo al momento dell'imbarco;


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Re: Il caso "Febin Rosso"

Messaggio  Mamaru il Sab 19 Mag 2012, 09:51

come no... l'hanno fregato con la classica bustina messa in tasca all'insaputa Laughing


Ultima modifica di Jonathan il Sab 19 Mag 2012, 13:56, modificato 2 volte (Ragione : inglobato immagine precedentemente linkata)

Mamaru

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Re: Il caso "Febin Rosso"

Messaggio  Tiziano il Lun 21 Mag 2012, 16:17

infatti ahahahaha MA QUANTI COGLIONI SPROVVEDUTI ci sono che vengono in Thailandia X DROGARSI?..Poi piangono !

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Re: Il caso "Febin Rosso"

Messaggio  crisrodrigo il Mer 23 Mag 2012, 12:08

se quello della foto e' febin rosso (e mi pare proprio di si), se il contenuto di quel joint e' marijuana,
sarebbe il caso di farlo presenti ai senatori Perduca e Poretti:
casi come questo fanno perdere credibilita' e nuociono a quelli che finiscono per davvero vitime di truffe;

p.s. rimane la gravita' del fatto che non si sa quanti italiani ci sono in carcere in thailandia


crisrodrigo

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Re: Il caso "Febin Rosso"

Messaggio  Tiziano il Mer 23 Mag 2012, 16:59

sicuramente non e' erba medicinale ahahahaha

Tiziano

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Re: Il caso "Febin Rosso"

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