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(Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

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(Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

Messaggio  crisrodrigo il Dom 20 Nov 2011, 18:25

fonte http://www.inps.it/portale/default.aspx?newsid=757
Verifica esistenza in vita pensionati all’estero
Data pubblicazione: 28/04/2011

La banca che gestisce i servizi di pagamento delle pensioni all’estero per conto dell’Inps, l’Istituto di Credito delle Banche Popolari Italiane (ICBPI), ha pianificato le attività di verifica dell’esistenza in vita dei pensionati. L’iniziativa risponde ad un preciso obbligo del contratto di fornitura del servizio, teso ad evitare il pagamento di prestazioni a persone diverse dai legittimi beneficiari. I pensionati interessati dall’iniziativa sono stati informati con lettera, nella quale sono state fornite indicazioni in merito alle modalità dell’accertamento. Inoltre, con lo scopo di assicurare ai pensionati tutti i canali di assistenza disponibili, si è provveduto ad informare i principali Patronati dell’iniziativa e analoghe comunicazioni sono state inviate ai Consolati per il tramite del Ministero degli Affari Esteri. La verifica sarà realizzata attraverso la localizzazione del pagamento di una rata di pensione presso gli sportelli della Western Union per la riscossione diretta da parte dei pensionati. Il controllo sarà scaglionato nell’arco di tre mesi: a maggio saranno interessati i pensionati residenti nel continente americano che riscuotono mensilmente, a giugno la verifica riguarderà le pensioni mensili pagate nelle restanti aree geografiche ed infine, in occasione del pagamento della rata di luglio, l’accertamento proseguirà nei confronti dei pensionati che riscuotono pensioni semestrali in tutti i Paesi. La riscossione diretta da parte del pensionato varrà come prova di esistenza in vita. Specifiche procedure sono state previste per i pensionati che per un oggettivo impedimento sono impossibilitati a recarsi di persona presso gli sportelli della Western Union.
Al termine di ogni fase, ICBPI provvederà a ripristinare le precedenti e consuete modalità di pagamento.

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Re: (Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

Messaggio  crisrodrigo il Dom 20 Nov 2011, 18:27

detto che la cosa NON MI RIGUARDA, che io NON percepisco NESSUN tipo di pensione e che sara' difficile che la prendero' mai,
vado a spiegare perche' ci ho tenuto a scrivere "Ipotetica" nel titolo di questa discussione.
a. la pensione all'estero la percepiscono direttamente solo gli iscritti AIRE
b. gli iscritti AIRE forniscono all'ambasciata italiana l'indirizzo e il numero di telefono (se non anche l'e-mail) del domicilio presso il quale reperirli e spedirgli i plichi elettorali.
Quando un cittadino italiano residente all'estero (in realta' meglio dire domiciliato) viene a mancare, se ha parenti in loco provvederanno a richiedere il certificato di morte e comunicarlo all'ambasciata, oppure la comunicazione del decesso viene effettuata dalla polizia.
Non e' fantascienza che l'inps (che scarica la responsabilita' sull'ICBPI) creda che ci siano all'estero parenti di pensionati che occultano cadaveri e non ne dichiarano la morte allo scopo di continuare a percepire assegni pensionistici... ma a mio avviso doveva anche pensare (in primis) che la stessa cosa puo' accadere in italia
e che il figlio o nipote di un residente all'estero che omette di notificarne il decesso allo scopo di continuare a tirare la pensione potrebbe trovare ugualmente la maniera di passare questa ipotetica "verifica", dal momento che viene effettuata da un'ente privato (Western Union), in territorio straniero mediante indigeni.

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Re: (Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

Messaggio  crisrodrigo il Dom 20 Nov 2011, 18:29

mi spiego meglio con un esempio di fantasia:
andrea , figlio di giuliano (pensionato deceduto) e' solito vedersi arrivare il 5 del mese la pensione del padre sul conto corrente estero al quale anche lui ha accesso...
ai primi di giugno del 2011 gli arriva tramite posta (all'indirizzo del padre, quello registrato all"ambasciata) una raccomandata con dentro il codice e le indicazioni sul come andare a ritirare il denaro e l'informazione che la manovra servira' da verifica di esistenza in vita...
andrea che campa con quei soldi la' capisce che passato quel controllo tutto tornera' come prima e allora si organizza...
per poter avere i soldi ad uno sportello Western Union ci si deve presentare con un documento di Identita' e il codice...
andrea il codice ce l'ha,
e ha il passaporto del padre morto da qualche anno...
una sera va a fare bagordi fino all'alba tornando con occhiaie paurose e faccia accartocciata, poi si butta una impolverata di borotalco sui capelli e senza andare a dormire si presenta all'ufficio a ritirare il cash..
chi controlla il documento e' (ripeto) un semplice impiegato indigeno a cui se i soldi vengono ritirati o meno non fa differenza, paga.... e andrea oltre ad andare a casa coi dane' ha passato la verifica.

in alternativa, in paesi come la thailandia ed in localita' turistiche non costa tanto ed e' anche facile farsi fare in pochi minuti un documento falso, sostituirsi al proprio padre o zio o cugino e' quasi un giochetto da ragazzi..
nel malaugurato caso di incappare in un liquidatore pignolo, in cambio di una percentuale sull'incassabile, chiudera' un'occhio.
tutto quello che ho scritto sopra e' da intendersi NON come consigli a fregare lo stato MA a dimostrare che le centinaia di migliaia di euro di commissioni che Western Union incassa per quelle spedizioni di danaro SONO SOLDI BUTTATI NEL CESSO, e che secondo me una maniera diversa per fare una verifica accurata ci poteva essere, se davvero lo scopo della manovra e' quello della verifica in vita, cosa che.... Arrow

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Re: (Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

Messaggio  crisrodrigo il Dom 20 Nov 2011, 18:32

...mi puzza!
la prima volta che ho saputo di questa verifica di esistenza in vita ho commentato con uno stringato "mi puzza"....
non che non avessi gia' una mia idea in testa, ma un po' perche la piattaforma sulla quale era scritta (facebook) non la ritengo adatta e un po' perche sono solito fare un minimo di controlli e ricerche prima di sbilanciarmi ho aspettato a mettere bianco su nero.
E' palesemente una idea personale che mi auguro sia condivisa e corroborata da altri interventi, ma da subito non ho potuto fare a meno di chiedermi perche' la verifica sui pensionati estero invece che quelli in italia?
la risposta che mi ero dato nei primi 50 secondi da che avevo appreso del fatto (e che ritengo tutt'ora valida) era che
gli AIRE sono gli unici che possono fare richiesta di percepire la pensione lorda (quindi senza trattenute fiscali italiane) e decidere di pagare il fisco nella nazione di residenza, come previsto dai trattati tra italia e i diversi paesi dove risiedono, non solo, hanno diritto al rimborso (piu' gli interessi) delle trattenute effettate in automatico dallo stato italiano;
essendo pero' un campo che non ho approfondito con personale interesse (perche' appunto io la pensione non la prendero' mai), ma avendo letto il minimo di documentazione facilmente recuperabile in internet ho anche capito che ad esempio in una nazione come la thailandia, un pensionato italiano che percepisce la pensione italiana lorda, non sa a quanto ammonti e nemmeno a chi rivolgersi per farsi fare le trattenute per non diventare quello che tecnicamente e' un evasore fiscale.

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Re: (Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

Messaggio  Tiziano il Dom 15 Gen 2012, 18:20


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Re: (Ipotetica) Verifica esistenza in vita pensionati all’estero

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